Antigua, isola dalla forma vagamente arrotondata con una superficie di 280 km e un diametro medio di circa 18 km, ha una parte sud occidentale di origine vulcanica, che presenta colline e rilievi piuttosto modesti come il Boggy Peak (402 metri sul livello del mare). Le zone restanti, ognuna diversa dall’altra, sono contraddistinte da una conformazione prevalentemente calcarea e corallina, che lascia spazio, qua e là, a paesaggi ondulati e ad estese pianure ricche di vegetazione a macchia. A contribuire ulteriormente all’atmosfera magica di Antigua, sono i vecchi mulini a vento in pietra, assurti a simbolo indiscusso dell’isola e disseminati in gran numero tra le piantagioni abbandonate di canna da zucchero.
Sono possibili diversi itinerari all’insegna della scoperta dei suoi tesori…

 


Il tratto di costa settentrionale di maggiore interesse è quello compreso tra l’aeroporto e Dickenson Bay. Quest’ultima, infatti, oltre ad essere la baia con il maggior numero di resort di Antigua, vanta una lunga ed incantevole spiaggia sabbiosa che prelude ad acque turchesi che invitano a lunghe nuotate. La vita locale orbita tutta intorno alla spiaggia, dove si concentrano alberghi, ristoranti e chioschi. Piuttosto turistica, talvolta può diventare affollata, ma è praticamente impossibile non lasciarsi contagiare dall’allegria dei gruppi che suonano reggae, dai venditori ambulanti che propongono la merce più disparata e dalle donne indigene che propongono acconciature rasta e treccine!
Per percorrere da nord a sud il tratto ovest dell’isola, si può partire da Dickenson Bay, trovandosi, dopo un brevissimo tragitto, nella suggestiva Runaway Bay, un placido tratto di costa con una splendida spiaggia bianca lambita da acque tranquille. Proseguendo in direzione sud per alcuni chilometri, si incontra Deep Bay, una graziosa baia protetta, al centro della quale, quasi come per magia, emerge dall’acqua l’albero dell’Andes, antico brigantino a palo che, proveniente da Trinidad, carico di pece, si incendiò ed affondò in questo punto, quasi un secolo fa. Incrostato di corallo, il relitto giace oggi su un fondale basso e può essere esplorato con maschera e pinne. Continuando il tragitto verso sud, si arriva a Hawksbill Beach, l’insieme di quattro bellissime spiagge e, scendendo ulteriormente, ci si imbatte in Jolly Harbour, un villaggio di recente costruzione, sorto attorno ad un porticciolo e dotato di 150 posti barca. Dopo avere attraversato una serie di piccoli e suggestivi villaggi, si apre allo sguardo una delle parti più affascinanti di Antigua, ricca di lagune costiere e di spiagge paradisiache fra cui Fryes Beach, incontaminata e pressoché deserta, Darkwood Beach, contornata da palme e ricca di colori spettacolari e Johnson’s Point, dalla quale si gode della vista migliore su Montserrat. Proseguendo lungo il medesimo itinerario, ma risalendo la strada in direzione nord, si aggirano le alture delle Shekerley Mountains. Da qui, per raggiungere il Boggy Peak, la cima più alta dell’isola da cui si può godere di un panorama eccezionale, è indispensabile un fuoristrada in grado di percorrere il sentiero sterrato che inizia in prossimità della vicina piantagione di ananas. Se si preferisce, invece, evitare le montagne, continuando a muoversi lungo il tragitto della strada principale, si giunge sulla Cades Bay, la baia che offre ampi scorci di fitta vegetazione tropicale fino al villaggio di Old Road, punto in cui si rientra verso le alture, attraversando il tratto più fitto di vegetazione pluviale: il Fig Tree Drive, costeggiato di banani (qui chiamati "fig"), palme da cocco e vecchi manghi. Al termine di Fig Tree Drive, giungendo nel villaggio di Swetes, si prosegue in direzione di Falmouth Harbour, un’ampia baia riparata a forma di ferro di cavallo la cui attività si concentra nel villaggio di Falmouth, ricco di locali e ristoranti. Da qui, muovendosi verso il villaggio di Liberta, è possibile approfittare dell’ambiente selvaggio per un divertente percorso in fuoristrada verso Table Hill, su cui sorge l’imponente Fort Gorge. Scendendo verso destra, si imbocca una strada in terra battuta e sassi che sbuca a nord della località di Bethesda, dove si possono avvistare curiosi lama peruviani. Assolutamente da non perdere, la vicina Nelson’s Dockyard, la base navale dell’ammiraglio Nelson all’epoca della canna da zucchero, situata ad English Harbour. Perfettamente conservato, questo luogo altamente evocativo, permette di respirare ancora l’atmosfera di qualche secolo fa, sebbene sia oggi celebre in tutto il mondo come la base velistica dalla quale parte la regata della Sailing Week.
Lasciando English Harbour si può salire, mantenendo la sinistra, a Cape Shirley, dove lasciarsi incantare dalla magnifica vista su Mamora Bay e, quando il cielo è particolarmente limpido, anche su Guadalupa. Inerpicandosi lungo i pendii della collina che sovrasta English Harbour, il ramo destro della strada termina nel complesso fortificato di Fort Shirley. Qui, assolutamente d’obbligo, una sosta sulla collina di Shirley Heights dove, oltre al fascino delle rovine della fortezza del XVIII secolo, si può godere di una vista panoramica spettacolare…ancor più indimenticabile al tramonto! Una volta assaporati la magia e il romanticismo di Shirley Heights, si può ripercorrere la strada che porta a Liberta e proseguire verso il villaggio di All Saints al cui semaforo, girando a sinistra, si ritorna alla capitale, St. John’s.


Una delle escursioni più classiche è quella che da Saint John’s, imboccando la Factory Road, conduce, poco a sud-est del villaggio di Pares, a quella che fu la prima piantagione di canna da zucchero dell’isola: Betty’s Hope (la speranza di Betty), impiantata ad Antigua nel 1674 da Christopher Codrington e così battezzata in onore di sua figlia Betty. Quel che oggi rimane, però, sono solo le rovine di due vecchi mulini a vento, di una distilleria ed alcuni vetusti edifici in pietra. Ma, grazie allo sforzo combinato di enti locali ed internazionali, è stato possibile procedere all’accurato restauro di uno dei due mulini, rendendolo di nuovo funzionante -seppur solo durante eventi speciali-. Lasciata Betty’s Hope, si prosegue verso Long Bay, una tranquilla insenatura della costa orientale che vanta acque di un blu intenso ed una splendida spiaggia di sabbia bianca che, essendo protetta da un banco corallino, è il luogo ideale per gli appassionati di snorkelling. Continuando sul tratto nord-est dell’isola, si raggiunge Devil’s Bridge, "il ponte del diavolo" (si narra infatti che gli schiavi, esasperati dalle condizioni di lavoro disumane alle quali erano costretti nella vicina piantagione di Betty’s Hope, venissero qui a suicidarsi), un grande arco naturale di roccia prodotto dall’erosione delle onde marine, presso l’Indian Town Point.


Un percorso interessante è quello che conduce, a sud-est, alla Willoughby Bay, una splendida baia protetta da banchi corallini e dotata di una spiaggia da favola. Il tragitto per raggiungerla è piuttosto tortuoso, ma si apre a spettacolari punti panoramici che terminano biforcandosi in due sentieri. Il primo scende ad Half Moon Bay, circondata da un meraviglioso paesaggio ancora quasi completamente intatto e racchiusa in una baia semicircolare a forma di mezzaluna, alla quale deve il nome. Considerata la più bella spiaggia fra tutte le 365 di Antigua e molto amata dalla popolazione locale, che la frequenta soprattutto durante il week-end, è il luogo ideale per svolgere attività come il body surfing o semplicemente per nuotare nelle più calme acque del versante sinistro. Il secondo sentiero, superato il villaggio di Freetown, porta ad Harmony Hall, da dove, dirigendosi verso la sponda nord di Nonsuch Bay e proseguendo verso il villaggio di Willikies, si giunge finalmente a Long Bay, altra splendida spiaggia riparata dal reef. Ma le sorprese di questa natura da sogno, con spiagge candide e acque che offrono sfumature che vanno dal verde smeraldo al blu cobalto, continuano in direzione nord-est, verso Indian Town Point, sulla Nonsuch Bay, da dove, in barca, si può raggiungere la deserta e selvaggia spiaggia di Green Island.


Donando uno scenario paradisiaco quasi fuori dal tempo, Barbuda, praticamente disabitata, presenta al suo interno alcune strade ancora sterrate dove non è raro incontrare asini o mucche placidamente adagiati. Non esistono recinzioni, a parte quelle delle case e, per quanto concerne gli orti e i frutteti, vi sono protezioni adibite esclusivamente ad allontanare gli animali selvaggi. Il punto dove si concentra la vita locale è Codrington, il capoluogo, che sorge lungo il lato interno della laguna omonima. Piccolo e grazioso agglomerato di case, ospita un vetusto palazzo governativo eretto nel 1743 a Sir Codrington. Fra gli altri luoghi di interesse, meritano una visita Sinkhole, White Bay e Spanish Point - il punto panoramico dove l’Oceano Atlantico e il Mare dei Carabi si incontrano -, Martello Tower -un’antica torre di avvistamento del XVIII secolo, alta circa 15 metri e che appare da lontano come un vecchio mulino a vento - e Two Feet Bay, che oltre ad essere il punto più alto dell’isola, è un affascinante complesso di caverne dove è possibile ammirare gli antichissimi graffiti degli Arawak.

Per approfondire comunque la visita alle zone più affascinanti e suggestive, vi suggeriamo di consultare le pagine ufficiali del Dipartimento del Turismo di Antigua & Barbuda. Cliccando sul banner sottostante, potrai in questo modo avere ulteriori approfondimenti direttamente dal sito ufficiale: