La Storia

 

Il popolo degli Arawak fu il primo che, circa 2000 anni fa, si stanziò ad Antigua e a Barbuda, fondando comunità agricole in entrambe le isole.

Con l’arrivo di Cristoforo Colombo, iniziato nel 1492 si aprì la strada ai colonizzatori spagnoli, inglesi, francesi ed olandesi. Sbarcato sull’isola nel 1674, Sir Christopher Codrington avviò la prima piantagione di canna da zucchero a Betty’s Hope.

Ma nel 1685, dovendo sfamare gli schiavi, Codrington chiese ed ottenne la vicina Barbuda in concessione dalla corona britannica. Fu così che, grazie alla coltivazione di piante alimentari e all’allevamento del bestiame, la “sorella minore” di Antigua divenne il granaio destinato a sfamare la manodopera.

Particolarmente curioso è il fatto che, a tutt’oggi, gli abitanti di Barbuda si spartiscono solamente sei o sette cognomi, in quanto il loro albero genealogico risale proprio al gruppo di schiavi qui condotti da Codrington.

Man mano che Antigua diventava più fiorente, gli inglesi iniziarono a costellare di fortificazioni le sue coste, ma dopo qualche tempo, non potendo garantire la stabilità economica, dovettero assistere, nei primi anni del XIX secolo, al graduale declino del mercato dello zucchero e, di conseguenza, a quello dell’isola, sempre più rapido dal 1834, anno dell’abolizione della schiavitù.

Alla ripresa dell’economia contribuirono un boom edilizio dettato da esigenze militari, durante la seconda guerra mondiale, e lo sviluppo dell’industria del turismo, nata nel dopoguerra.

Nel 1967, in seguito a più di tre secoli di dominio coloniale, Antigua e Barbuda si videro riconoscere una forma di autogoverno, in qualità di stato associato al Regno Unito. Ma fu solo il 1 novembre 1981, che il paese ottenne la piena indipendenza, diventando l’attuale Repubblica di Antigua & Barbuda.















 

 

 
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